Home Unilit 2017-18

Presentazione
 Hysteron Próteron

Rosanna Gambarara

Hysteron Próteron
 

 

 

 

Ed. by Pagine s.r.l. -  Roma

In copertina Progetto grafico di Roberto Accorsi

 

 

Rosanna Gambarara

Sono nata a Urbino. A Urbino ho studiato, mi sono laureata in lettere classiche ed ho insegnato qualche anno, prima di trasferirmi a Roma, dove attualmente vivo, e dove ho continuato ad insegnare. A seconda dei momenti e delle esigenze espressive e formali.

Scrivo poesie in lingua o in dialetto di Urbino, in versi sciolti o nella forma metrico-ritmica del sonetto.

Adoro Schubert e non solo. Canto gioiosamente nel coro "Jubilate Deo" e "Musica insieme"».

 

«I pensieri messi per iscritto non sono nulla di più che la traccia di un viandante nella sabbia: si vede bene che strada ha preso, ma per sapere che cosa ha visto du- rante il cammino bisogna far uso dei suoi occhi» (Arthur Schopenhauer).

La parola scritta è il traguardo, l’approdo a cui ogni vero Artista giunge per comunicare e condividere quelle verità nascoste che solo uno sguardo attento può scorgere, tra l’affollarsi quotidiano degli eventi e l’incalzare affannoso e ineluttabile della vita. È l’approdo, ma è anche la summa di un percorso di vita, di una consapevolezza profonda conquistata mediante l’elaborazione di anni o nell’intuizione di pochi attimi. L’approdo è la mèta agognata, il termine ultimo in cui i versi della propria vita vengono cuciti insieme dai fili dell’intelletto e compresi nella trama
di un’unica, preziosa silloge.»

 


INDICE

N.B. Cliccare sulle voci sottolineate

 

Divagazioni

 

Wisuawa

6

La voce delle piccole cose

7

La paura

9

Lettera 22

10

L’attesa

11

Il silenzio

13

Sguardo

15

In questo caldo fine maggio

18

 

Rosanna Gambarara e la sua nuova poesia
di Gastone Mosci


Il debutto di Rosanna Gambarara nella poesia è una sorpresa. Si è affacciata due anni fa nel mondo letterario urbinate con curiosità e cautela, parlando della sua passione per il dialetto di Urbino, ravvivata dalla  lontananza romana. Ha preso contatti con gli urbinati, ha parlato con Maria Lenti, Alberto Calavalle, Fabio M. Serpilli, Mario Narducci, Silvia Cuppini. Si è messa in rete con il fervore della poesia libera e spontanea. E a fine 2016 ha mostrato il suo libro pubblicato nelle edizioni romane di Pagine con il titolo “Hysteron Proteron”, che gioca sulla inaffidabilità del tempo. E canta anche in due cori romani famosi.
Nella terza sezione del libro, le poesie in dialetto sono precedute dalla traduzione, in apertura del testo ci sono le poesie in lingua più recenti, la seconda sezione presenta le poesie più antiche. Negli ultimi due anni ha fatto sentire la sua voce poetica – perché di vera poesia si tratta – ed anche il suo spirito urbinate autentico e rinnovato – perché si tratta di neodialetto.
L’incontro di oggi è segnato dal desiderio di comunicare, di conoscersi meglio e di incontrare testimoni di esperienze culturali e di cittadinanza sociale. Rosanna canta in due cori romani, Jubilate Deo e Musica insieme, è spesso in viaggio, ha ripreso il tragitto Roma-Urbino. Si è affidata alla Libera Università Urbinate Carlo Bo, l’Unilit, per aprire una finestra nuova nel panorama letterario attuale. Questa nota è una semplice introduzione, un avvio del dialogo che ci accompagna nel 2018. “Leggere la poesia / Leggere i poeti”: bisogna guardare la gente e il mondo, far uso degli occhi e amare la vita.
La prima sezione della silloge porta il titoloDivagazioni, il titoletto di ogni pagina invece indicaApprodi,vale a dire occasioni e richiami, Montale e Volponi. Cominciamo bene: i poeti ma anche il fascino di Wisuawe Szymborska,Nobel 1990, poesia della saggezza, chi ti guarda, chi ti ascolta, canta e dunque chi prega. Qui troviamo il mistero della musica che si accompagna alla poesiaLa voce delle piccole cose: un canto silenzioso, appena un fruscio, le gemme delle piante, l’uccellino, la piccola goccia.
Rosanna Gambarara ci porta in un mondo poetico nuovo, una nuova poesia (più avanti un neodialetto).La voce delle piccole cose è il luogo della gioia, del vivere insieme. E’ una poesia intensa.
Bisogna avere paura? Altra poesia,La paura c’è, è “nascosta / non si scorda di te”. E’ un sentire improvviso, ti assedia dove ti trovi, ma non è determinante. La paura è la condizione dell’insicurezza? No, il valore sta nelle piccole cose, nella gioia.
La poesiaLettera 22 è favolosa: è il luogo del lavoro, provoca il  sentimento della vita.
L’attesa  è l’altro grande tema di questi “Approdi”, luoghi decisivi. E’ un canto con diverse tonalità… “Non c’è attimo senza attesa / anche quando il cuore riposa / c’è l’attesa di qualcosa”. Sì, forse la quotidianità è un altro valore: come essere se stessi, segretamente con l’aiuto di chi ti assiste. Oppure l’attesa è un sogno  permanente? No!  “L’attesa di una nuova innocenza / di una utopia.”
In questo itinerario dinuova innocenza segue “Il silenzio”, altro  canto di luogo nuovo, non di stagione nuova, ma di sentimento: ecco il racconto del silenzio: “Non lo senti”, “Il silenzio non è”.  “(…) il sospiro delle galassie più remote”. Ecco il silenzio è un aiuto, un luogo dello spirito, come “capire le sillabe del segreto / nell’inquieto respiro / del mare”. Ad ogni affermazione l’attimo del silenzio trova un segreto lontano, dove ogni piccola cosa esiste ed ha un valore.
“Il silenzio non è essenza. / E’ il luogo in cui il pensiero ricama / la trama / delle sue verità”. Inoltre, in ogni poesia c’è una chiusura musicale o un gesto di adesione ritmica: “L’immensa dimensione vuota in cui si perde e annega l’ultima nota”.
Leggo ora Sguardo (p. 15), una poesia complessa e inebriante. “Che vedi?”  il muro, la pittura, l’ambiente, i pensieri, i luoghi, le caviglie del flamenco, il pomodoro con quanto segue: un volto; la dimensione umana: la fuga, la guerra, il lamento. Sembra il correre con una macchina fotografica
Il ritmo è spigoloso: mi sembra di leggere la poesia di Mairizio Cucchi sul settimanaleOrigami: Cucchi coglie la quotidianità visibile, sperimentale,  Rosanna pone sussulti e “divagazioni”, “approdi”, emozioni.
L’aforisma di Menandro,Chi gli dei amano muoregiovane(p.18), è anche titolo di una poesia e motivo di  ribellioni. “Sulla spalletta del cavalcavia”, una fotografia, dolore, un  attimo, vagabondaggio, le rughe del vivere. Un passo falso. Non mi consola il pensiero di Menandro né il cataclisma della galassia…
Gastone Mosci

 


In filigrana

 

Mattina

20

Carpe diem

21

Cagliostro Pub

22

Parole

23

Lo spiraglio

24

Il gallo

25

L’attesa

26

L’armadio

27

La Cosa

28

Ferie

29

Rivisitazione

30

La scatola dei bottoni

31

Olimpica ore 8

32

Treno

33

Gita scolastica

34

Lisboa

35

Palazzo Massimo

36

Andalusia

37

Casa

38

Autobus (Temporale)

39

Il tagliaerba

40

Vento

41

Ritorno

42

Metempsicosi - Ritorno a Goreme

43

Orfeo

44

     Hysteron Próteron

 

Ipotesi

46

bis — Ipottesi

47

Rivelazione

48

bis — Rivelasion

49

Geometria

50

bis — Geometria

51

Notte

52

bis — Nott

53

Vivaldi

54

bis — Vivaldi

55

Concerto K 488

56

bis - Concert K 488

57

Il grido

58

bis - El grid

59

Ossimoro

60

bis- Ossimor

61

Fenomenologia dei nasi

62

bis-Fenomenologia di nas

63

Lo sprovingol

64

bis-Elsprovingol

65

Epifania

66

bis-Epifania

67

Sintesi

68

bis-Sintesi

69

Campo associativo: cantina

70

bis-Campo associativo:...

71

Casa nuova

72

bis-Casa nova

73

The gift

74

bis- El gift

75

Il bottone

76

bis- El buton

77

Quando torno a Urbino

78

b- Quand artorne in Urbin

79

La riga spartitraffico

80

bis- Riga spartitraffich

81

Il lupo

82

bis- El lupp

83

In memorian

84

bis- In memorian

84

L'onda

86

bis- L'onda

87