Home:
Unilit Urbino

Iaia Lorenzoni: Intervista di Germana Duca, 2 parte

ATTENDERE CARICAMENTO  VIDEO DA YOUTUBE
 

 

LEGGERE LA POESIA / LEGGERE I POETI A URBINO : 17/01/2018
 

La scrittrice Iaia Lorendoni di Pesaro il 17 gen 2018 all'UNILIT di Urbino presenta la sua raccolta di poesie, "Da voce a vove". In questa clip video Intervista di Germana Duca, 2 parte


L'iniziativa fa parte di un ciclo di 4 incontri organizzati dall’Unilit di Urbino (Università Libera Itinerante Collegata all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo), in collaborazione con il Circolo Acli-Centro Universitario e le Conversazioni di Palazzo Petrangolini, dedicati alla poesia ed ai poeti Germana Duca, Maria Grazia Maiorino, Iaia Lorenzoni e Rosanna Gambarara, che partecipano alla vita culturale urbinate in varie forme di presenza e di animazione con le loro ultime pubblicazioni.

 

 

L’intervista di GD Germana Duca a IL Iaia Lorenzoni apre una nuova finestra sull’autrice pesarese

La poesia è. Iaia Lorenzoni è una risorsa di quel mondo. Il suo canto è uno sguardo ed un respiro continuo. Ama la musica e la città, interpreta la vita e impegna quel suo sentire da voce a voce, il sussurro del vento e le “curve del vento”. Molte poesie accompagnano l’intervista di Germana Duca ed è il ritrovarsi in un luogo amato.

 

di Germana Duca e Iaia Lorenzoni

 

GD “Da voce a voce” è una raccolta poetica in cinque tempi, dai titoli molto suggestivi: “Nel chiaro del primo mattino”, “Fra le curve del vento”, “Il cuore maturo delle stanze”, “Spartito compiuto”, “E più belle della luce le penombre”, “Un po’ rimescolate e un po’ rosate”. Un libro a forma di quintetto vocale e strumentale, dove Iaia Lorenzoni, tra il serio e il faceto, mette in campo il suo talento espressivo e una notevole varietà di temi. Alcuni sono stati già trattati da Gastone Mosci, di altri parleremo ora insieme all’autrice. Penso al tema dell’infanzia – fra memoria e presente- e al grande tema della luce, senza escludere ombre e penombre, nel variare del tempo esterno e del tempo interiore.Una fantasmagoria di questioni che, a mio avviso, trovano la loro prima sintesi sulla copertina: “Azzurro cielo”, di Wassily kandinsky; uno spazio surreale con forme in movimento, ora rubate ai giochi, ora ai sogni; incanti e disincanti sospesi “fra cielo e terra”.Un po’ come tu dici di te stessa, cara Iaia, in “Donna accesa”, uno dei testi più ragguardevoli, insieme a molti altri che i lettori potranno scovare fra le pagine di questo bel volumetto.Ci vuoi dire com’è nato, prima di leggere alcune poesie di autopresentazione?Anche il titolo, “Da voce a voce”, ci incuriosisce: da dove viene?

 

 

IL Il volumetto è nato da certe mie sonorità interiori, da quell’ “intima necesiità” di cui parla Kandinsky: fonte di ogni nostra ispirazione. E, per la copertina, ho scelto il suo dipinto ” Azzurro cielo” (1940- Parigi occupata dai nazisti).
Il pittore voleva evadere nel mondo buono dei sogni e della fantasia? Lo fanno pensare le creaturine che volteggiano nel chiaro azzurro.
Ma poi ho visto ciò che Kandinsky voleva, a mio parere, veramente dirci: il suo, il mio, il nostro desiderio di una colma e calma serenità, tutta e solo lì espressa: nell’azzurro.
Il dipinto mi ha subito rimandata alla poesia “Da voce a voce” che avevo da poco scritto. E cioè al silenzio che tace, al vento, all’avventura, al mistero… a quel qualcosa che infine scricchiola e frana: la forza corporea di un rumore che arriva, magico e unico e solo dai bambini, nel loro chiamarsi e rincorrersi da voce a voce: una cascata di bambini. Quella cascata di tutti i miei mattini di maestra elementare, dove si entra infastiditi e poi invece si esce colorati.