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Unilit Urbino

Iaia Lorenzoni: Introduzione di Gastone Mosci

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LEGGERE LA POESIA / LEGGERE I POETI A URBINO : 17/01/2018
 

La scrittrice Iaia Lorendoni di Pesaro il 17 gen 2018 all'UNILIT di Urbino presenta la sua raccolta di poesie, "Da voce a vove". In questa clip video l'introduzione di Gastone Mosci.


L'iniziativa fa parte di un ciclo di 4 incontri organizzati dall’Unilit di Urbino (Università Libera Itinerante Collegata all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo), in collaborazione con il Circolo Acli-Centro Universitario e le Conversazioni di Palazzo Petrangolini, dedicati alla poesia ed ai poeti Germana Duca, Maria Grazia Maiorino, Iaia Lorenzoni e Rosanna Gambarara, che partecipano alla vita culturale urbinate in varie forme di presenza e di animazione con le loro ultime pubblicazioni.

 

 

RECENSIONE DI GASTONE MOSCI

 

Iaia Lorenzoni, poeta e insegnante, urbinate che a Pesaro, dove vive, ha portato l’amore per la scuola e per la famiglia, oggi in particolare Victor, il piccolo Victor, adottato da una famiglia amica. Ha pubblicato cinque opere: quattro libri e una plaquette dal 2001 ad oggi: “Parlando e viciolando. 12 storie di Viciolandia” (Manni 2001) con illustrazioni di Enrico Bertuccioli che offre un segno visivo forte e una interpretazione partecipata dei racconti; la plaquette “Ballata della Fata illustrata” nella rivista Prima del vischio, direttore Raimondo Rossi, con una sua acquaforte (Urbania, n. 17, Settembre 2005), è una anticipazione del nuovo mondo delle favole di una fata fatessa con un gatto bambino. Secondo libro: “L’altra faccia delle fate” (Argalia 2007), dodici ballate in poesia dopo dodici racconti di Viciolandia, veramente il corpus di un’invenzione lirica profonda, di fate teatranti con i disegni stregati sempre di Enrico Bertuccioli (due libri d’artista favolosi). Poi, terzo libro: “La casa delle lune” (Argalia 2010), il luogo del riappropriarsi del proprio tempo libero, del tempo dell’ascolto e della fantasia. Ecco la cadenza delle inquietudini e delle sezioni del libro: luna, tempo, realtà, io/tu, poesia… Il libro rivela un poeta sicuro, rivolto alla quotidianità pensosa e fantastica, esprime la dimensione di vita civile e l’orizzonte di desideri, di conquiste, di letture, coglie la pienezza della poesia e della vita. Iaia Lorenzoni ascolta e discute con Fioretta Faeti Barbati, Stefania Lanari, Rita Ceccarelli, Germana Duca, Milena Milazzo, Claudia Grazioli e un personaggio pennese, Otello Giovanetti.

 

Il libro d’oggi, il quarto, “Da voce a voce” (Nuova Montaccini 2017, p. 117), è un’opera sull’infanzia e sulla trasparenza, un dialogo fra sapienza adulta e sapienza “della visione innocente”. Anche la Lorenzoni è per la visione innocente che sta nel suo testo d’apertura di “In cima”, che pone in primo piano ed è la sua poesia, la poesia della vita. Ma in questa ultima raccolta sono stato preso da alcune tematiche: il tormentone del vento, l’idea del mondo che evolve, l’uso della casa che è il luogo delle fate come convivenza e l’ambiente della luce o delle luci.

 

Queste problematiche sono ricorrenti nei vari libri pubblicati, nelle antologie poetiche che si succedono, sono questioni della poesia: temi che interagiscono con i luoghi, il panorama, le cose dei campi e gli umori dello spazio: Il poeta ama la natura e il mondo animale, che la circonda. Porta con sé l’immagine del nonno, si sente “nonna” di una creatura custodita. Nella storia di Viciolandia del libro d’esordio, Vicio è nella nebbia (p.39), il gatto è inquieto: “il vento tace, non sta ancora dritto / il silenzio però non sta zitto / e dice… dice, lo dice al noce / che tutti han perso la voce… ). E il vento fa un piccolo ingresso, mentre domina la luna che è la fantasia delle fate e il vento è l’immagine della vita, della realtà, delle sensazioni vere. Le favole di Vicio, il gatto-bambino, sono per i bambini, le poesie d’oggi di “Da voce a voce” sono per i grandi che si interrogano sulla vita, ma c’è Victor.

 

Lascio da parte “L’altra faccia delle fate”, che è un libro per lo spettacolo, un “musical” del designer Bertuccioli, una illustrazione che fa spettacolo da sola. Ed entro ne “La casa delle lune”, il terzo libro, dove vivono queste immagini: la casa / la luna, la notte / il silenzio. Ecco la centralità della poetica dell’autrice: il suono e il silenzio dell’anima, tutto si riassume nel silenzio che agisce nelle condizioni della casa e della luna, in un mistero intermittente, invaso da luci. Si apre una porta nuova: la quotidianità, il mondo che cambia, la casa della la vita civile: “Piove un chiaro di luna”, arriva il vento: casa, luna e vento interagiscono: la casa delle lune è la casa di Iaia, la vera casa, in collina, fra l’Adriatico e i colli urbinati, casa abbracciata dal vento. In “Da voce a voce” il dialogo mirato del poeta è con il vento, non come luogo sensibile ma come sogno continuo, come accoglienza, come “sapienza della visione innocente”. Questo suo libro è luogo di civiltà, sembra porsi come itinerario di un bilancio di comprensione della vita e di immaginario fra vento e luci: Il vento è una pagina dolce, amica, silenziosa come la luce ma piena di segnali, che rivelano una personalità di gesti coraggiosi, di attesa, di letture di senso.

 

Gastone Mosci